27 ottobre 2009

Foto inaugurazione e convegno mostra di Arthur Dyson

Pubblichiamo uno Slideshow con alcune foto scattate durante l'inaugurazione ed il convegno, tenutosi a Volterra il 5 Ottobre 2009, della mostra intitolata " The soul of Architecture", sull'opera dell'architetto californiano Arthur Dyson.



8 ottobre 2009

A Search for the Soul of Architecture

Seguendo il percorso iniziato nel 2007 con la esposizione per il 140° anniversario della nascita di Frank Lloyd Wright, massimo artefice dell'Architettura Organica, l'associazione " Gli Amici di Frank Lloyd Wright " è lieta di annunciare la seconda esposizione tematica sull'architetto californiano Arthur Dyson, che appena diciottenne divenne il più giovane apprendista a Taliesin.
Fu uno dei più precoci architetti americani, capace già a tredici anni di produrre il primo progetto architettonico. Le sue opere rappresentano una perfetta fusione delle componenti organiche dei suoi maestri, Wright, Bruce Goff e William Gray Purcell, manifestandosi un vastissimo repertorio caratterizzato da una profonda individualità, su cui convergono le sue conoscenze filosofiche e psicologiche.
Il suo impegno progettuale è sempre stato in grado di offrire soluzioni anche nel caso di terreni ritenuti inedificabili, mostrando una inesauribile carica creativa che lo spinse, laddove più grande era la sfida, a raggiungere eccellenti risultati architettonici.

Arthur Dyson è nato nel 1940 a Hawthorne, un sobborgo nella sconfinata periferia di Los Angeles. Studiò alle Università di Madison, nel Wisconsin, durante la sua pratica professionale nello studio di Frank Lloyd Wright a Taliesin, e di Norman, nell'Oklahoma, quando consolidò il suo tirocinio da Bruce Goff a Bartlesville.
Dopo aver conseguito il Master in Architettura presso il San Francisco Institute of Architecture e aver concluso gli studi di filosofia e psicologia, nel 1969 aprì il suo studio a Fresno, nella California centrale.
Nel corso di quasi 40 anni di attività ha prodotto più di 700 progetti, dei quali oltre 125 hanno conseguito alti riconoscimenti nazionali e internazionali. Nel 1977 l'Università di Oklahoma gli assegnò la "Cattedra di Bruce Goff per l'Architettura Creativa". Dal 1998 al 2001 è stato preside della Frank Lloyd Wright School of Architecture a Taliesin e Taliesin West. Oltre 400 pubblicazioni e decine di libri si sono occupati di lui, del suo forte impegno nella progettazione a livello sia individuale che sociale, sottolineandone lo sfondo profondamente filantropico.
Le sue opere, oggetto di innumerevoli esposizioni, e le sue conferenze ne hanno diffuso la fama in tutto il mondo, dal Giappone all'Europa.

A Volterra l'esposizione, che porta il titolo " A Search for the Soul of Architecture " (Alla Ricerca dell'Anima dell'Architettura), avrà luogo dal 5 al 30 ottobre 2009, alla cui inaugurazione parteciperà lo stesso architetto organico Arthur Dyson, che terrà una Conferenza al Centro Studi Santa Maria Maddalena.
Vi saranno in contemporanea due sedi espositive: la Saletta di Via Turazza per le Opere Costruite, Villa Palagione per i Progetti.

Frank Lloyd Wright

Nato a Richland Center, Wisconsin, nel 1867 e morto a Phoenix, Arizona, nel 1959, produsse in 70 anni di ininterrotta attività più di 800 progetti di cui più della metà realizzati. Celeberrimi sono la Casa Robie a Chicago, la Casa sulla Cascata nei pressi di Pittsburg, il Museo Guggenheim a New York.

Troviamo tracce della sua presenza in tutto il mondo dove si soffermò sempre con rinnovato interesse e spirito pionieristico: in Italia dove si lasciò affascinare dalla dolcezza del paesaggio e dalla cultura della Toscana, in Austria dove rimase sensibile alla Secessione ed ai suoi esponenti, in Germania dove curò la prima edizione sulle sue opere, in Giappone dove realizzò il suo sogno giovanile di progettare edifici pubblici e privati, in Russia dove tenne una serie di conferenze, in Iraq, in Egitto, in Francia, in Olanda, in Gran Bretagna, in Sud America, in Messico, ecc.

Il suo messaggio innovativo rivoluzionò l'architettura del XX secolo, i cui effetti sono avvertibili tutt'oggi nella produzione dei cosiddetti architetti organici che operano in tutto il mondo. E lo avvertiamo nella stessa organizzazione del nostro ambito domestico, nell'articolazione giorno - notte, nella gradualità compositiva dei vari ambienti, nel loro rapporto con la luce e con l'ambiente circostante. Adeguò la propria visione architettonica alle esigenze dell'individuo per fornirgli il massimo confort e garantire la qualità di vita in un ambito di bellezza più ampia possibile.

Definì l'Architettura Organica partendo dal luogo, dal tempo e dai materiali come elementi di un processo che attraverso un profondo studio della natura e dell'ambiente dovevano fondersi in una sintesi progettuale che faceva dell'edificio un episodio unico e irripetibile.

Questa attenta osservazione, unita ad una marcata versatilità compositiva, fu trasmessa attraverso la sua eredità spirituale alle generazioni successive per arrivare fino ad oggi, tempo in cui gli architetti organici arricchiti da un insolito bagaglio tecnologico e da una sempre maggiore coscienza delle problematiche legate alle forme di energia alternativa e all'ecologia, continuano a generare prodotti architettonici rivoluzionari e di estrema avanguardia.

Frank Lloyd Wright visse in una movimentata epoca di cambiamenti tecnologici e di espansione industriale. Nel corso della sua produzione, dalla fine del 19° secolo fino alla metà del 20°, fu confrontato con la vertiginosa crescita delle città e delle industrie, dall’invenzione delle macchine e delle auto allo sviluppo del traffico e alla produzione di manufatti per l’edilizia come l’acciaio, il calcestruzzo, il vetro e le materie plastiche. Il miglioramento e l’elevazione degli standards di vita portarono in realtà ad un mutamento sociale e ad una politica diretta a sistemi di valutazione materialistica, in cui, come sostenne Frank Lloyd Wright, soltanto “soldi e autorità governano il mondo”. Egli poneva contro questi sviluppi sociali progetti provocatori, tesi alla costruzione di ambienti di lavoro e di vita umani e confortevoli, di una “Architettura per una società democratica”.

La garanzia della qualità di vita era l’obbiettivo della sua filosofia; il confronto tra natura e ambiente fu decisivo a tale scopo.

Con l’ “Architettura Organica” – tale fu la definizione del suo approccio progettuale – cercò di armonizzare l’uomo ed i suoi spazi vitali con la natura. Egli sviluppò un’architettura che relazionava sempre il singolo al tutto e il tutto alle singole parti. Per questo le sue opere emanano in particolare misura armonia, equilibrio e bellezza.

Egli costruì uffici, musei, chiese, università e residenze, che concepì nella progettazione artistica e individuale fino al più piccolo dettaglio. Progettò e correlò con l’ambiente anche ogni elemento d’arredo, mobili, lampade, tappeti, decorazioni in legno e vetro.

L’ammirazione e il rispetto di Frank Lloyd Wright per la natura si rispecchiano chiaramente nelle sue opere, gran parte delle quali oggi sono diventate “luoghi di pellegrinaggio” e non soltanto per architetti. Particolarmente conosciuti sono capolavori come la Casa sulla Cascata “Fallingwater” presso Pittsburg, dell’anno 1935, che si inserisce come edificio moderno in vetro e calcestruzzo nell’ambiente naturale.

La sede amministrativa S. C. Johnson Wax in Racine nel Wisconsin, si pone come “icona del futuro” architettonico. Grazie al suo committente, egli creò un complesso edilizio organico che con sue fluenti forme naturali superò tutte le concezioni del luogo di lavoro del suo tempo. La grande sala dell’edificio principale fu dominata da un “bosco di pilastri giganti” a forma di fungo, i cui cappelli circolari formano il soffitto del grande spazio lavorativo. Al posto delle finestre tradizionali egli impiegò un “mare” di tubi di vetro, che diffondevano la luce diurna e inondavano gli ambienti di lavoro con una luce gradevole. Con la realizzazione di questo progetto Wright ottenne un modello futuristico per un mondo di lavoro umano e creativo.

L'ultima sua opera fu il Solomon R. Guggenheim Museum nel mezzo dello skyline di New York con la sua forma a spirale che ricorda una chiocciola gigante, che produsse a oltre 80 anni, ma che purtroppo non poté vedere terminato.

Dopo la morte del loro maestro sono subentrati gli studenti e collaboratori della Fellowship, in cui vigeva la consuetudine “learning by doing”. Si trattava di una Comunità di Architetti fondata da Wright e sua moglie Olgivanna che realizzò molti dei progetti incompiuti e sviluppò le visioni e le idee del maestro, che nella nostra epoca industriale e nelle mutazioni climatiche che ne derivano sono sempre più attuali.

Frank Lloyd Wright fu il precursore del suo tempo e con il suo futuristico stile costruttivo e formale anticipò i tempi e rappresentò uno dei grandi visionari del 20° secolo. Egli cercò di concepire con l’architettura una società umana, ecologica e democratica, che poneva al centro l’uomo e la natura che lo circonda. Una concezione ideale, che specialmente ai tempi d’oggi è di grande attualità e acquista sempre più importanza.